DICEMBRE 2018

PROLOGO

 

[1]In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. [2]Egli era in principio presso Dio:

Gesù appartiene al mistero di Dio Uno e Trino. Egli vive simultaneamente la dimensione intra-trinitaria di vita divina e la condizione umana extra-trinitaria delleconomia della salvezza. Nella Sua Persona sono compresenti due nature e due volontà in una sola persona o ipostasi che furono visibili nel Gesù storico e lo sono ancora in Gesù sacramentato. Egli è pertanto il solo a potere esprimere, testimoniare di persona e rivelare all’umanità le cose della terra alla luce di quelle celesti.

 

[3]tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. [4]In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;

L’intera creazione è opera del Padre celeste in vista della venuta del Suo Unigenito nella potenza dello Spirito Santo. Le Tre Persone della Santissima Trinità sono un solo Dio. La creazione, sin dal principio, fu fondata sulla libera partecipazione al progetto creativo da parte della realtà angelica e umana. Gesù è la sorgente di luce da cui ogni forma di vita visibile e invisibile ha avuto origine. È la fonte increata da cui l’intero creato ha preso forma ed attraverso la quale, mediante le leggi della fisica e della chimica,  ogni cosa riconosce il suo inizio, il suo mantenimento, la sua difesa e il suo fine.  

 

[5]la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta.

In origine nei cieli l’azoto e l’ossigeno avevano iniziato la loro danza.

Ben presto molti altri elementi si aggiunsero, dall’argon al kripton al radon.

Essi diedero così esordio nell’aria alla soavità incalzante di un armonico miscuglio.

L’umanità che viveva una condizione di luce senza tramonto nella sua immacolatezza originaria, conobbe le tenebre a causa del peccato. Il buio spirituale fece irruzione nella vita dell’uomo che perse di conseguenza la visione beatifica e la gioia di vivere. Come effetto immediato, l’uomo non fu più in grado di percepire nella loro purezza i fotoni e le onde acustiche provenienti da Dio con tutto ciò che di Vero essi veicolavano.

 

[6]Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. [7]Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. [8]Egli non era la luce, ma doveva rendere testimonianza alla luce.

Le Sorgenti luminosa ed acustica divina furono percepite soltanto dai profeti e, tra questi il Battista divenne il testimone oculare ed il portavoce vivente più eccelso tra i nati di donna della Parola di Dio. Sei mesi prima dell’Incarnazione dell’Unigenito sarà mandato dall’Onnipotente sulla terra per nascere da San Gioacchino e sant’Elisabetta, suoi genitori naturali peraltro avanti negli anni. Il Battista costituirà la vetta più alta della spiritualità espressa dall’umanità sin dai primordi. Cugino di secondo grado di Gesù da parte di madre, evidenzierà già con tale parentela il valore fondamentale della maternità nell’ordine dei legami spirituali. Il nome Giovanni significa in ebraico:Dono della misericordia di Dio o anche Dio ha avuto misericordia”, con la sua testimonianza e la sua voce guiderà ciascun uomo ad incamminarsi lungo la via della Luce e della Parola. Il Battista darà dimostrazione di essere al cospetto della divinità di Gesù già al sesto mese di vita intrauterina quando, raggiunto dalla Sua Luce, non esiterà a sussultare nel grembo materno manifestando così la gioia di esserne stato investito. Le onde acustiche veicolate dal saluto di Maria avevano in contemporanea raggiunto i recettori sonori del senso spirituale dell’ascolto di sant’Elisabetta come anche del piccolo Battista che, sussultando nel grembo esprimerà la vibrazione festosa dell’intera umanità intrauterina.

 

[9]Veniva nel mondo la luce vera,

quella che illumina ogni uomo.

[10]Egli era nel mondo,

e il mondo fu fatto per mezzo di lui,

eppure il mondo non lo riconobbe.

La luce, prima dell’Incarnazione aveva illuminato il mondo nel nascondimento dei Suoi fotoni o, se si preferisce, delle onde elettromagnetiche irradiantisi sin dal principio della creazione dalla Sua Fonte increata e non ancora incarnata. La luce del dopo incarnazione è la medesima Sorgente luminosa che ha sprigionato i suoi raggi dal Corpo di Gesù duemila anni fa e che continua a diffonderli dal Corpo di Gesù Sacramentato fino ad oggi, ridando luce e vita all’umanità morta nel suo peccato. Il Battista sarà il primo testimone del diffondersi di tale luce, rivelandone il mistero sin dalla sua condizione esistenziale intrauterina di piccolo, fragile ed indifeso feto. Sarà definito da Gesù il più grande uomo tra i nati di donna. Il suo entusiasmo contrasterà, grazie alle sue irraggiungibili doti di sensibilità e di intuizione spirituali con la freddezza delle tante menti e dei tanti cuori induriti dalla cecità e dalla sordità del peccato e della concupiscenza.

 

[11]Venne fra la sua gente,

ma i suoi non l’hanno accolto.

Gesù viene concepito, cresce e nasce dalle viscere del popolo dellalleanza che, nonostante abbia sperimentato largamente la grandezza e la misericordia di Dio con segni e prodigi di ogni genere, stenta ancora oggi a riconoscerlo e ad accoglierlo quale Messia, quale Luce increata e quale Figlio Unigenito del Dio Uno e Trino. Così come stentano ad accoglierlo quanti, pur dichiarandosi fedeli con le labbra Lo condannano con i loro comportamenti e nei fatti della vita.

 

[12]A quanti però l’hanno accolto,

ha dato potere di diventare figli di Dio:

a quelli che credono nel suo nome,

[13]i quali non da sangue,

né da volere di carne,

né da volere di uomo,

ma da Dio sono stati generati.

Tuttavia Gesù, a tutti coloro che pur non vantando una discendenza ebraica secondo la generazione naturale del sangue, si saranno lasciati attraversare dalla verticalità dei Suoi fotoni e trafiggere dalle onde longitudinali acustiche della Sua Parola, ha dato il potere di diventare Suoi fratelli e figli dello stesso Padre.  Tutto questo lo ha realizzato attraverso il dono di Sua madre, che ha donato all’umanità quale madre universale e madre di ogni uomo nella potenza dello Spirito Santo, il Suo Sposo Divino. Ciascun uomo appartiene a Dio già prima del suo concepimento sulla terra. Chi crede in Gesù crede al significato della missione che il Suo Nome יֵשׁוּעַ annuncia, quale Tetragramma del Dio incarnato, già insito nel Nome che Dio Padre diede a Mosè יהוה dal roveto ardente in prossimità del monte di Dio, l’Oreb. A quanti oggi credono nel Suo Nome ha dato il potere di diventare figli di Dio, donando loro la Sua grazia che riveste della Luce di Cristo la ragione, l’intelletto e la memoria della nuova corporeità redenta, salvata e rigenerata sacramentalmente.

 

[14]E il Verbo si fece carne

e venne ad abitare in mezzo a noi;

e noi vedemmo la sua gloria,

gloria come di Unigenito dal Padre,

pieno di grazia e di Verità con in mano la frusta del DNA.

Segno del Suo infinito amore per il tempio umano dei viventi.

Sulla terra il carbonio, l’idrogeno e l’ossigeno si erano nel frattempo

prodigiosamente combinati e legati in Suo onore e nel Suo santo Nome.

Interagendo e strutturandosi insieme, avevano dunque iniziato a camminare e a inerpicarsi

sull’alto monte della creazione. Uno, era il fine che guidava le loro reazioni e animava il creato:

«Il divenire fisico e metafisico dell’uomo». Ancor prima della loro creazione era già presente in Dio

la maternità divina e umana che avrebbe accolto in gestazione l’Unigenito

e, per Suo tramite, ogni uomo custodendolo nel suo grembo di madre universale e di donna.

A questo punto, Giovanni evangelista invita profeticamente ciascun fedele a farsi offerta vivente nelle mani sacerdotali, in particolare nel momento solenne della Transustanziazione. Il pane e il vino diventano, nella Consacrazione Eucaristica, la Carne e il Sangue di Gesù. Le primizie della terra che Caino aveva offerto a Dio senza risultare a Lui gradite sono divenute l’Agnello Sacrificale, prefigurato dall’offerta di Abele che è l’unica gradita a Dio. Gesù Sacramentato è il Primogenito e il Solo Pastore del gregge dell’umanità che, attraverso la Santa Comunione convoca per mezzo dei comunicandi, primogeniti della nuova umanità, la medesima umanità bisognosa di redenzione per avere accesso alla Sua salvezza. La Gloria dell’Unigenito che viene dal Padre pieno di Grazia e di Verità nella potenza dello Spirito Santo, si è così manifestata.

 

[15]Giovanni gli rende testimonianza

e grida: «Ecco l’uomo di cui io dissi:

Colui che viene dopo di me

mi è passato avanti,

perché era prima di me».

È il grido adulto del Battista che, in continuità e coerentemente alla fede già espressa nella Visitazione e destinata a rimanere integra fino al martirio, rende testimonianza a Gesù indicato quale Agnello di Dio. È anche l’urlo che egli rivolge al mondo dichiarando a gran voce la preesistenza di Gesù, nato dopo di lui nella carne secondo la cronologia ma prima di lui sin dall’Eternità nella Sua divinità. Leco di tale Verità giunge sino ai nostri giorni con una intensità, una virilità e una fecondità dogmatica inaudite.

 

[16]Dalla sua pienezza

noi tutti abbiamo ricevuto

e grazia su grazia.

[17]Perché la legge fu data per mezzo di Mosè,

la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

L’evangelista esprime adesso la ricchezza inestimabile di grazie materiali e spirituali elargite all’umanità dalla Venuta di Gesù Cristo. Invita ciascun uomo ad uscire dalla schiavitù e dall’aridità egizia della legge e ad entrare, dopo avere attraversato il deserto della desolazione, nella terra promessa della nuova spiritualità e corporeità feconde e redente, dove regnano sovrane la Misericordia di Dio nella Sua Verità. La legge mosaica ha trovato in Cristo il suo compimento e l’originario Paradiso terrestre, collocato nel giardino unicellulare del corpo dell’uomo ha ritrovato anch’esso, nella pluricellularità corporeo di ciascun uomo redento e salvato, la nuova condizione esistenziale di cellula appartenente al Suo Corpo Mistico. La nuova condizione paradisiaca dell’uomo sarà questa volta custodita all’interno del Grembo santo, verginale e immacolato di Maria Santissima nel suo nuovo domicilio che la proteggerà definitivamente da ogni qualsivoglia menzogna, divisione ed isolamento del passato.

 

[18]Dio nessuno l’ha mai visto:

proprio il Figlio unigenito,

che è nel seno del Padre,

lui lo ha rivelato.

Certamente,

in Verità,

così è.

Amen,

Amen,

Amen.

Dio, che nessun uomo o angelo avrebbe mai potuto vedere ma soltanto intuire e immaginare, è stato rivelato da Gesù Cristo che Lo ha palesato nella Sua Persona ai cinque sensi classici della fisicità dell’uomo. LIcona vivente del Padre Celeste Gesù Cristo, nella potenza dello Spirito Santo, si è rivelata all’uomo non solo nella fisicità ma ha voluto comunicargli lo stesso Mistero Trinitario. Il Corpo Mistico di Cristo in gestazione nel Grembo magnificato di Sua Madre, abbraccia adesso spiritualmente e materialmente l’intero creato. I Suoi quattro tessuti fondamentali sono: 1) epiteliale, la Sua divinità, 2) connettivo, la comunione degli angeli , 3) muscolare, la comunione dei santi e 4) nervoso, il consenso umano alla Sua Redenzione e Salvezza. Ogni singola cellula del Corpo Mistico è inabitata dalla Santissima Trinità che ha fatto di tale Corpo una Realtà Unica e Indivisibile in Cristo. Alla Chiesa fondata su Pietro, è stato affidato il compito di predicare e di far crescere la conoscenza di tale Realtà fatta di cielo, di terra e di mare. Prima che Gesù venisse sulla terra non fu mai concesso ad occhio umano di potere vedere Dio faccia a faccia. La Sua grandezza e maestà avrebbero potuto essere intuite ma mai percepite attraverso i sensi fisici. A Mosè venne concesso di poterlo vedere di spalle e di incontrarlo all’interno della sua tenda, quale prefigurazione del Grembo di Maria. Ai fedeli cattolici che vivono una vita fondata sui sacramenti, da circa duemila anni viene elargita la grazia di vedere Dio faccia a faccia nell’Ostia spezzata, nel Vino versato e al momento dell’Adorazione Eucaristica, riconoscendolo nel prossimo sin dalla fase di zigote. Gesù Sacramentato si lascia assimilare e interiorizzare nel corpo del fedele sino al punto da abbreviare qualsiasi distanza tra uomo e Dio per portarvi la Sua Vita Trinitaria. Cristo è in continua ricerca dell’uomo, assetato del suo peccato per offrirgli in cambio la Sua Redenzione e Salvezza. A tal fine Gesù riporta in Vita ogni Suo fratello che era morto nel peccato all’interno del Grembo dell’Assunta, dove lo risana con il Suo Corpo e il Suo Sangue risuscitandolo nell’ultimo giorno, affinché goda in eterno la gioia del Paradiso Perduto.

(Il marrone rossiccio evidenzia il testo originale, l’azzurro le aggiunte personali, il verde il commento ai versetti)


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